Dopo l’inferno di Casablanca – Divisione Hydra – Nucleo 42

Il primo a cadere fu il Portatore della Folgore dell’Hydra. In fondo chi si aspettava che quegli esseri giungessero dal cielo per attaccare e colpire senza pietà? Chi poteva pensare che l’empietudine  giungesse a quei livelli? Nessuno, men che meno il Nucleo 42 e i suoi membri.

Il secondo invece fu Hans, che però lo fece non in combattimento, riuscendo a resistere ai colpi furiosi dei nemici, ma perché catturato dalla Legione Straniera quando era a terra, stremato e ferito.

A dispetto però dei principi dell’Hydra, per cui ciascuno dei propri membri era da considerarsi non necessario e quindi sacrificabile, Maschera di Ferro aveva improntato il Nucleo 42 su ben altri principi di unione e di fratellanza, poiché ciò che aveva compreso dagli insegnamenti diretti del loro Oberstleutnant Schmidt era come un gruppo unito e che si considerasse un unico organismo, un’unica entità poteva giungere più velocemente alla vittoria.

Certo mentre attivava il Dislocatore di Fase progettato dal Professor Bischof per portare il meccanico verso l’aereo svanendo alla vista dei nemici e degli amici già pensava a come avrebbe potuto liberare Hans e riportarlo in seno al Nucleo per riprendere poi il viaggio verso Atene.

Il volo 113 era esploso mentre cercava di prendere il volo e aveva sperato fino alla fine che Lady Elaine fosse coinvolta nell’incidente e venisse sembrata in piccoli pezzi. Avrebbe dato loro il giusto vantaggio. Non poteva averne le prove. Dopo “l’incidente” all’aereo aveva dovuto guidare i propri uomini fuori dall’aeroporto che si stava riempiendo troppo di Legionari le cui domande avrebbero decisamente  creato non pochi fastidi a tutti loro.

La notte successiva sarebbe dovuto tornare per liberare Hans dalle prigioni francesi. Non temeva potesse parlare. L’addestramento imposto al soldato da parte di Elsa e del Professor Bischof gli impediva di svelare alcunché, nemmeno dietro minaccia delle peggiori torture. E non era nemmeno il fatto che un bruto come Hans servisse. In poco tempo la Divisione avrebbe potuto mandargli un sostituto direttamente dai loro laboratori. No, lui voleva Hans perché in fondo quel gigante duro come roccia e fondamentalmente stupido come un pezzo di acciaio l’aveva salvato in più di una occasione. Come Herr Professor aveva Ulrich, lui aveva Hans. Una mascotte per certi versi.

Si erano preparati per una missione toccata e fuga nel fortino della Legione quando avevano invece visto vagare in mezzo al deserto Hans, sporco, insanguinato ma ancora vivo. Non capirono mai come fece a fuggire da solo in mezzo ad una guarnigione di Legionari e forse non gli importava. Ciò che gli importava era il risultato ottenuto: Hans era libero.

Aveva però scoperto che Lady Elaine era ancora viva, sfuggita assieme a quegli esseri alati dall’inferno dell’aeroporto e pronta a continuare la missione. Doveva precederli e giungere ad Atene prima di chiunque altro. Non c’era tempo da perdere e non l’avrebbero perso…

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