Un’uccisione a distanza – Divisione Hydra – Nucleo 42

“Non riesco a capire perché non siamo anche noi in mezzo a quelle case a cercare gli indizi per proseguire la nostra missione”

La voce roca del Professor Bischof spezzò il silenzio che fino a quel momento aveva fatto da padrone tra i due uomini in piedi su una delle alture che circondano la città di Soerabaja dove si erano appostati alcuni giorni prima in attesa di un non meglio precisato segnale. Il vecchio scienziato alzò il viso per cercare di carpire un qualche indizio dall’impassibilità dell’ufficiale al suo fianco, quel Maschera di Ferro di cui ignorava troppe cose. Aspettò a lungo, mentre l’uomo continuava ad osservare la città a lungo con un binocolo.

“Herr Professor, vi sono momenti in cui la vittoria può arridere alla nostra causa senza mettere a repentaglio nessuno dei nostri uomini o delle nostre risorse”

La voce dell’ufficiale, segnata da quel lieve eco provocato dalla maschera, giunse come sempre calma e priva di una qualche inflessione, un semplice dato di fatto quello espresso poco prima. Il Professore lo guardò per un momento, la fronte corrucciata, per poi alzare le spalle con un gesto ad indicare che non aveva minimamente voglia di mettersi a discutere.

Un boato poi giunse dalla città, probabilmente il colpo di un cannoncino o qualcosa di simile seguito da una esplosione. Sobbalzò appena il vecchio scienziato proprio mentre Maschera di Ferro annuiva dando le spalle alla città sotto di loro. Si portò al fianco del Professore mettendogli una mano sulla spalla.

“Herr Professor, come potete sentire da questa musica celestiale c’è chi sta lavorando per noi”

[…]

Uno dei soldati dell’Hydra corse lungo il sentiero per raggiungere il loro Ufficiale, scattando sull’attenti per poi alzare il braccio destro teso nel saluto tipico della Repubblica e della Divisione. Maschera di Ferro con un gesto della mano lo invitò a parlare.

“Mein Herr, gli agenti sul campo ci hanno trasmetto la posizione del nostro obiettivo” esclamò il soldato porgendo un foglietto al proprio ufficiale.

Se solo avessero potuto scorgere il suo viso, il viso nascosto dietro quella Maschera, avrebbero visto un sorriso soddisfatto. Annuendo congedò il soldato per poi dirigersi a passo veloce verso la postazione dove il Portatore della Folgore dell’Hydra era appostato dalla mattina.

Si accovacciò prima di raggiungerlo così che nessuno potesse in alcun modo scorgerlo dalla città, se mai qualcuno avesse avuto l’intenzione di spiare verso quelle alture. Aprì il foglietto consegnatogli in precedenza, ne lesse il contenuto e preso il binocolo cercò la Chiesa del Sacro Cuore, scorgendo la gente accalcata alle sue porte per la processione della Madonna. Non si lasciò distrarre, scivolando verso le porte aperte così da penetrare l’oscurità all’interno della Chiesa grazie alle lenti speciali che l’Hydra aveva così gentilmente assegnato al suo gruppo.

Vide il Vecchio Marinaio, quel folle che avrebbe potuto dare troppe informazioni ai loro nemici. Non poteva permetterlo. Egli avrebbe dovuto dire solo il necessario affinchè venisse loro indicata la via da percorrere per l’Isola maledetta. Si, avrebbe permesso a tutti i nemici di raggiungerla, perché in quel luogo dimenticato dagli dei avrebbe potuto a piacimento eliminarli senza testimoni e senza domande. In fondo aveva un grosso asso nella manica e al momento opportuno l’avrebbe utilizzato.

Riportò poi l’attenzione verso il Portatore della Folgore dell’Hydra pronto a sparare al suo ordine.

“Ora”

Solo una parola per poi sentire il classico rumore di quell’arma ad energia, mentre il proiettile cominciò il suo viaggio a velocità supersonica verso  la città, passando sopra le teste dei pellegrini festanti per poi colpire con forza il Vecchio Marinaio gettandolo a terra.

“Ben fatto… ora andiamo”

Non si fermò a vedere cosa fosse o meno successo, tutto stava procedendo secondo i piani. Aveva qualcosa di più importante da fare: preparare il prossimo viaggio.

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